Ecosumma S.r.l. ritira, trasporta e tratta i rifiuti sanitari prodotti dalle strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria in Campania. Lo facciamo dal 1988 e i rifiuti a rischio infettivo vengono sterilizzati nel nostro impianto di Francolise, in provincia di Caserta: un’installazione IPPC con Autorizzazione Integrata Ambientale della Regione Campania, dove la sterilizzazione avviene secondo il D.P.R. 254/2003 e la norma UNI 10384-1, con verifica di efficacia giornaliera e tracciabilità di ogni lotto.
Il servizio copre tutte le tipologie di rifiuto sanitario previste dall’autorizzazione: rifiuti pericolosi a rischio infettivo, taglienti, medicinali e medicinali citotossici, sostanze chimiche, amalgama odontoiatrico, liquidi radiografici e rifiuti non pericolosi. Ogni tipologia segue il percorso di trattamento previsto dalla normativa: solo i rifiuti a rischio infettivo vengono sterilizzati nel nostro impianto, tutte le altre vengono avviate a impianti terzi autorizzati. I contenitori rigidi riutilizzabili vengono lavati e bonificati nella linea dedicata dell’impianto e tornano alla struttura pronti per un nuovo ciclo.
Al ritiro affianchiamo la gestione degli adempimenti documentali: formulario, registro cronologico di carico e scarico, RENTRI e MUD possono essere gestiti da Ecosumma, garantendo alla struttura piena conformità senza oneri amministrativi aggiuntivi.
Tre cose da sapere
- Impianto di sterilizzazione proprio a Francolise (CE). I rifiuti a rischio infettivo (codici EER 18 01 03* e 18 02 02*) vengono sterilizzati a vapore in una struttura di Ecosumma, non in un impianto di terzi; ogni lotto giornaliero è verificato con indicatori biologici e confermato da un laboratorio accreditato.
- Contenitori riutilizzabili e adempimenti. Contenitori rigidi lavati e bonificati nella nostra linea dedicata, formulario a ogni ritiro, certificato di avvenuto trattamento e, se lo desideri, registro, RENTRI e MUD curati da noi.
- Ritiri programmati e urgenze in 24-48 ore. Cadenza calibrata sulla produzione reale di ogni struttura e sui tempi del deposito temporaneo, in ogni comune della Campania.
Quali rifiuti sanitari ritiriamo?
Tutte le tipologie del capitolo 18 dell’Elenco Europeo dei Rifiuti, sia di origine umana sia veterinaria, più le voci collegate all’attività sanitaria: liquidi radiografici, contenitori contaminati e reagenti di laboratorio. La tabella riporta le voci più frequenti; l’elenco completo dei codici autorizzati sarà consultabile nella pagina Codici EER autorizzati.
| Codice EER | Descrizione ufficiale | In parole semplici |
|---|---|---|
| 18 01 03* | rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni | rifiuti a rischio infettivo (garze, guanti, aghi e taglienti usati, materiale a contatto con fluidi biologici) |
| 18 01 01 | oggetti da taglio (eccetto 18 01 03) | aghi, lame e taglienti non contaminati |
| 18 01 02 | parti anatomiche ed organi incluse le sacche per il plasma e le riserve di sangue (tranne 18 01 03) | parti anatomiche, sacche di sangue e plasma |
| 18 01 04 | rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni (es. bende, ingessature, lenzuola, indumenti monouso, assorbenti igienici) | bende, gessi, lenzuola e indumenti monouso non infetti |
| 18 01 06* | sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose | reagenti e sostanze chimiche pericolose |
| 18 01 07 | sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 18 01 06 | sostanze chimiche non pericolose |
| 18 01 08* | medicinali citotossici e citostatici | farmaci citotossici e citostatici |
| 18 01 09 | medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 01 08 | farmaci scaduti o inutilizzati |
| 18 01 10* | rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici | amalgama dentale |
| 18 02 01 | oggetti da taglio (eccetto 18 02 02) | taglienti veterinari non contaminati |
| 18 02 02* | rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni | rifiuti veterinari a rischio infettivo |
| 18 02 03 | rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni | rifiuti veterinari non infetti |
| 18 02 05* | sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose | sostanze chimiche pericolose da attività veterinaria |
| 18 02 06 | sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 18 02 05 | sostanze chimiche non pericolose da attività veterinaria |
| 18 02 07* | medicinali citotossici e citostatici | farmaci citotossici e citostatici veterinari |
| 18 02 08 | medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 02 07 | farmaci veterinari scaduti |
| 09 01 01* | soluzioni di sviluppo e soluzioni attivanti a base acquosa | liquidi di sviluppo radiografico |
| 09 01 04* | soluzioni di fissaggio | liquidi di fissaggio radiografico |
| 15 01 10* | imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze | flaconi e contenitori con residui pericolosi |
| 16 05 06* | sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose | reagenti di laboratorio |
Elenco indicativo tratto dall’iscrizione all’Albo NA00059. L’operatività sul singolo rifiuto e la sua classificazione si confermano in fase di preventivo; quando è necessaria un’analisi, la organizziamo noi. Alla sterilizzazione sono destinati solo i rifiuti a esclusivo rischio infettivo: i rifiuti che presentano anche altre caratteristiche di pericolo, chimiche o citotossiche, seguono il percorso degli impianti terzi autorizzati, come prevede il D.P.R. 254/2003.
Quali strutture serviamo?
Ospedali pubblici e privati, cliniche e case di cura, RSA e strutture socio-assistenziali, laboratori di analisi cliniche e microbiologiche, studi medici, studi dentistici, studi veterinari e cliniche veterinarie, farmacie e parafarmacie, oculisti e ambulatori specialistici, centri di fisioterapia e poliambulatori, centri dialisi, laboratori di analisi di alimenti, acque e cosmetici, tatuatori ed estetisti, e ogni altra struttura che produce rifiuti sanitari. Il servizio è dimensionato sia per il singolo studio sia per la struttura ospedaliera, con contenitori e cadenza di ritiro definiti sulla produzione reale. Su richiesta raggiungiamo anche il basso Lazio, in particolare per cliniche e laboratori di analisi.
Come funziona il ritiro dei rifiuti sanitari?
- Contatto. Ci indichi il tipo di struttura e i rifiuti prodotti, anche in modo approssimativo, con il modulo di richiesta, per email o per telefono.
- Classificazione e preventivo. Individuiamo i codici EER corretti per ogni tipologia e prepariamo un preventivo personalizzato sulla tua produzione.
- Contenitori e programmazione. Forniamo i contenitori idonei ed etichettati a norma del D.P.R. 254/2003: contenitori rigidi riutilizzabili o a perdere con sacco interno per i rifiuti a rischio infettivo, contenitori rigidi imperforabili per aghi e taglienti, contenitori dedicati per farmaci, sostanze chimiche e liquidi. Concordiamo la cadenza dei ritiri in modo da rispettare i tempi del deposito temporaneo (cinque giorni, o trenta sotto i 200 litri). Per le esigenze straordinarie gestiamo le urgenze in 24-48 ore.
- Ritiro. Il nostro personale, formato e dotato dei dispositivi di protezione, arriva con i mezzi autorizzati nei giorni lavorativi concordati e sostituisce i contenitori pieni con contenitori puliti.
- Impianto. A Francolise i rifiuti a rischio infettivo sono pesati, sottoposti a controllo radiometrico e conservati in area refrigerata fino alla sterilizzazione, che avviene nei tempi previsti dall’autorizzazione; i contenitori rigidi svuotati passano alla linea di lavaggio e bonifica per il riutilizzo.
- Documenti. A ogni ritiro rilasciamo il formulario di identificazione del rifiuto e, a fine percorso, il certificato di avvenuto trattamento. Su richiesta seguiamo per te registro, RENTRI e MUD.
Quanto costa lo smaltimento dei rifiuti sanitari?
Dipende dalle tipologie, dalle quantità prodotte dalla struttura e dalla frequenza dei ritiri: per questo lavoriamo con preventivi personalizzati e non con listini. Non esiste una quantità minima: ritiriamo anche piccole quantità, dal singolo studio professionale in su, e la soluzione più conveniente si definisce in preventivo. I contenitori idonei sono forniti da Ecosumma; quelli rigidi riutilizzabili, lavati e bonificati nel nostro impianto, riducono i costi e i rifiuti da imballaggio. Il preventivo è gratuito.
Quali obblighi ha chi produce rifiuti sanitari?
La gestione dei rifiuti sanitari è regolata dal D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254, richiamato dall’art. 227 del D.Lgs. 152/2006, oltre che dalle norme generali sui rifiuti. In pratica la struttura deve:
- Separare i rifiuti alla fonte per tipologia, distinguendo i rifiuti a rischio infettivo dagli altri rifiuti sanitari pericolosi (farmaci citotossici, sostanze chimiche) e dai rifiuti assimilati agli urbani.
- Confezionare correttamente i rifiuti a rischio infettivo: doppio imballaggio, con sacco interno e contenitore esterno rigido riutilizzabile o a perdere, con la scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” e il simbolo del rischio biologico; contenitori rigidi resistenti alla puntura, con la scritta dedicata, per aghi e taglienti.
- Rispettare i tempi del deposito temporaneo: per i rifiuti a rischio infettivo al massimo cinque giorni dalla chiusura del contenitore, che diventano trenta se la quantità non supera i 200 litri e sono garantite le condizioni igieniche di sicurezza; la registrazione sul registro di carico e scarico va fatta entro cinque giorni.
- Affidare i rifiuti solo a soggetti autorizzati, verificando l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali del trasportatore e le autorizzazioni dell’impianto di destinazione.
- Accompagnare ogni trasporto con il formulario di identificazione (FIR): per i soggetti iscritti al RENTRI dal 16 settembre 2026 è emesso esclusivamente in formato digitale, e la mancata trasmissione dei dati al RENTRI è sanzionata (art. 258, comma 10, D.Lgs. 152/2006: da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non pericolosi, da 1.000 a 3.000 per i pericolosi, per ogni violazione).
- Tenere il registro cronologico di carico e scarico, digitale per le strutture tenute all’iscrizione al RENTRI, e presentare ogni anno il MUD. I medici, gli odontoiatri, i veterinari e gli altri professionisti sanitari che esercitano come liberi professionisti, non in forma d’impresa, sono esonerati dall’iscrizione: continuano con il formulario cartaceo e ne conservano copia per tre anni.
Le violazioni sugli obblighi di deposito temporaneo dei rifiuti sanitari pericolosi sono sanzionate dall’art. 256, comma 6, del D.Lgs. 152/2006 con l’arresto o con un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro: una cadenza di ritiro corretta è il modo più semplice per non doversene preoccupare.
Ce ne occupiamo noi, se lo desideri
Ogni ritiro parte già con il formulario compilato e la cadenza dei ritiri è definita in modo che i tempi del deposito temporaneo siano rispettati. Ecosumma è iscritta al RENTRI come trasportatore, gestore dell’impianto di Francolise e intermediario: su delega gestiamo per la struttura la classificazione dei rifiuti, la tenuta del registro, gli adempimenti RENTRI e la dichiarazione MUD, e rilasciamo il certificato di avvenuto trattamento: un unico interlocutore per il servizio, l’impianto e la documentazione. Per orientarti tra le novità puoi scaricare la nostra guida al RENTRI.
Dove finiscono i rifiuti sanitari dopo il ritiro?
I rifiuti vengono trasportati con i nostri mezzi autorizzati all’impianto di Francolise (CE) e da lì seguono due percorsi distinti.
I rifiuti a rischio infettivo (codici 18 01 03* e 18 02 02*) vengono sterilizzati nel nostro impianto, secondo quanto previsto dal D.P.R. 254/2003 e dalla norma UNI 10384-1. All’arrivo i contenitori sono pesati, sottoposti a controllo radiometrico e conservati in area refrigerata fino al trattamento, che avviene nei tempi fissati dall’autorizzazione.
La sterilizzazione avviene a vapore, in ciclo chiuso e senza alcun contatto degli operatori con il rifiuto: i contenitori sono caricati e svuotati automaticamente, il rifiuto è triturato e sterilizzato con vapore saturo ad alta temperatura per il tempo necessario ad abbattere la carica microbica; l’aria del processo è filtrata e trattata prima dell’emissione. Ogni giornata di produzione costituisce un lotto, verificato con indicatori biologici e confermato da un laboratorio accreditato.
Il rifiuto sterilizzato non è più pericoloso né putrescibile: è classificato con il codice EER 19 12 10, etichettato “Rifiuti sanitari sterilizzati” con la data di sterilizzazione e avviato con trasporto dedicato a impianti autorizzati di recupero energetico. I contenitori rigidi riutilizzabili, una volta svuotati, sono lavati e bonificati nella linea dedicata e tornano alla struttura. Il passaggio avviene senza intermediari, in una struttura di proprietà.
Tutte le altre tipologie seguono la destinazione prevista per ciascuna presso impianti terzi autorizzati: termodistruzione per i medicinali citotossici e citostatici, i medicinali scaduti e le parti anatomiche; trattamenti dedicati per le sostanze chimiche, l’amalgama odontoiatrico e i liquidi radiografici; recupero o smaltimento per i rifiuti non pericolosi. In ogni caso il cliente riceve la documentazione che chiude la tracciabilità.
Perché affidarsi a Ecosumma
- Impianto di sterilizzazione a vapore proprio per i rifiuti sanitari a rischio infettivo, con verifica di efficacia giornaliera (UNI 10384-1) e tracciabilità di ogni lotto, all’interno dell’impianto di Francolise.
- Linea dedicata di lavaggio e bonifica dei contenitori riutilizzabili: meno imballaggi a perdere e meno rifiuti per la struttura.
- Dal 1988 nella gestione dei rifiuti speciali in Campania; nel 2025 abbiamo gestito oltre 2.400 tonnellate di rifiuti sanitari a rischio infettivo.
- Albo Nazionale Gestori Ambientali n. NA00059: categorie 5/D (trasporto di rifiuti pericolosi), 4/C (trasporto di rifiuti non pericolosi), 1/D (raccolta e trasporto di rifiuti urbani) e 8/F (intermediazione).
- Piattaforma di Francolise, installazione IPPC con Autorizzazione Integrata Ambientale D.D. Regione Campania n. 88/2023, aggiornata con D.D. n. 194/2026.
- Certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e UNI EN ISO 45001:2023, rilasciate da Certiquality, per qualità, ambiente e sicurezza.
- Impianto alimentato da fotovoltaico da 220 kWp: produzione e CO₂ evitata, aggiornate ogni ora, nella pagina Sostenibilità.
- Tutti i documenti sono nella pagina Autorizzazioni e certificazioni.



